Il 2026 segna una soglia evolutiva per la cybersecurity: non si tratta più di difendere sistemi informatici, ma di proteggere la capacità stessa delle organizzazioni di operare, decidere e mantenere il controllo in un contesto digitale strutturalmente ostile. Le minacce non sono più episodiche né confinabili a singoli incidenti tecnici: sono continue, adattive, industrializzate e sempre più integrate con dinamiche geopolitiche, economiche e tecnologiche. La sicurezza entra così in una dimensione sistemica, in cui il confine tra IT, processi operativi, identità digitali, supply chain e governance del rischio si dissolve.
“La IA associata alla cybersecurity è sorprendentemente efficace e rivoluzionaria – quasi come se avesse studiato per questo!”, ho affermato con un misto di serietà e un pizzico di ironia durante l’evento TIG, sottolineando non solo il mio entusiasmo ma anche la profonda convinzione nell’efficacia dell’intelligenza artificiale come strumento rivoluzionario nel campo della sicurezza informatica. Nel mio ruolo di co-fondatore di CISOs4AI e Senior Cyber Security Manager in Maire ho avuto il privilegio di navigare al fronte delle innovazioni in questo settore, osservando da vicino come l’IA non sia solo un’aggiunta luccicante al vasto arsenale di strumenti di sicurezza, ma un vero game changer che sta ridisegnando le strategie di difesa.