Data Protection

I principali utilizzi del cloud per la Data Protection

I principali utilizzi del cloud per la Data Protection

L’utilizzo del cloud nelle strategie di Data Protection è continuamente cresciuto negli ultimi anni, tanto che oggi il cloud viene visto da molti come un’infrastruttura chiave per l’archiviazione di dati a lungo termine. Secondo una recente statistica, nel 2019 almeno il 61% delle aziende a livello mondiale faceva uso di tecnologie cloud per l’archiviazione di documenti. Un ulteriore 44% di aziende utilizzava questi servizi per il disaster recovery (DRaaS, disaster recovery as-a-service) e la business continuity. Secondo la stessa fonte, la crescita nell’uso del cloud per la data protection sarebbe stata di un 10% medio all’anno nel periodo dal 2016 al 2019, e avrebbe riguardato aziende di tutti i settori e dimensioni.

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Sheltered Harbor: cos’è e come funziona

Sheltered Harbor: cos’è e come funziona

Supponiamo che i sistemi di una banca subiscano un incidente così grave da impedire un immediato ripristino dei dati dei clienti. Quanto tempo può passare prima che questi ultimi possano accedere a saldi e fondi? Quali le ripercussioni sulla reputazione dell’istituto e in generale la resilienza di tutto il sistema? Porsi queste domande significa anche trovare una soluzione. Un’idea per prepararsi a un “Piano B” in caso di eventi disastrosi è quello di Sheltered Harbor, ossia, “Porto Sicuro, Riparato”: con questo nome nasce un nuovo concetto di difesa per il mondo finanziario USA, un sistema che garantisce un’archiviazione estremamente sicura dei dati finanziari con lo scopo di prevenire un’emergenza sistemica nel settore.

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Attacco ransomware alla città di Baltimora

Attacco ransomware alla città di Baltimora

Chi si fosse collegato in questi giorni al sito web della città di Baltimora, avrebbe visto il messaggio che riportiamo nella figura sopra: la città (o meglio, gli uffici dell’amministrazione pubblica cittadina) non è in grado in questo momento di ricevere o spedire mail. Prego, usate il telefono. Nelle pagine interne del portale cittadino si spiegano le ragioni dell’accaduto: un attacco cyber (il ransomware denominato non a caso “RobbinHood”) ha colpito i server lo scorso 7 maggio (la seconda volta in 14 mesi), bloccando sia i sistemi di posta elettronica, sia molti altri servizi rivolti ai cittadini. Per fortuna gli ospedali in questo caso non sono stati raggiunti dal malware, e anche i servizi di emergenza (911 e 311) hanno continuato a funzionare.

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Come difendere i dati e i backup dal ransomware

Come difendere i dati e i backup dal ransomware

Un attacco ransomware globale, lanciato con una mail infetta e quindi diffuso entro le 24 ore successive in ogni punto nel mondo, sarebbe oggi in grado di crittografare dati in 30 milioni di device impattando 600mila organizzazioni, con costi complessivi superiori ai 200 miliardi di dollari. È quanto emerge dallo studio “Bashe Attack: Global infection by contagious malware”, del progetto Cyber Risk Management (CyRiM, iniziativa pubblico privata di Singapore tra i cui fondatori figura Lloyd’s), secondo il quale numerose realtà sarebbero costrette a pagare il riscatto per decriptare i dati o sostituire del tutto i device infetti.

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Quale percorso per mettere in sicurezza il nuovo Datacenter

Quale percorso per mettere in sicurezza il nuovo Datacenter

Oggi le infrastrutture sono soggette a una veloce trasformazione verso ambienti software-defined, ibridi, cloud, convergenti: la sicurezza ha però un ruolo fondamentale nell’assicurare la sostenibilità nel tempo e abilitare una trasformazione che preservi l’affidabilità dei workload e protegga i dati critici dell’organizzazione. Quali sono le principali criticità da considerare e i punti di attenzione per i Security Manager che abilitano la trasformazione in chiave digitale del business? Ne parliamo in questa intervista con NICLA DIOMEDE, Responsabile della Sicurezza ICT dell’Università degli Studi di Milano.

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Data Protection in the cloud: Opportunities and Risks

Data Protection in the cloud: Opportunities and Risks

Today, organizations are moving data backup and disaster recovery processes to the cloud. This means that data backup and recovery has become more complex and new data protection measures have to be designed not only for on premises, but also for hybrid,  virtual and cloud workloads. Understanding the different options and how to design an efficient, cost-effective data protection strategy is important, as explained in this interview with The Innovation Group by Jyothi Swaroop, VP Solutions, Veritas Technologies.

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Quale cybersecurity per un mondo di nuove soluzioni Digital

Quale cybersecurity per un mondo di nuove soluzioni Digital

Le evoluzioni delle infrastrutture verso i nuovi paradigmi del cloud, della mobility, dell’IoT, comportano sia nuove opportunità sia problematiche nella gestione della sicurezza aziendale. Questa richiede quindi una nuova impostazione e un nuovo approccio, che abiliti una trasformazione digitale sempre più dinamica e dirompente. Ne parliamo in questa intervista con Fabio Annessi, Referente IT Security Governance di BNL Gruppo BNP Paribas.

TIG. Considerando le rapide trasformazioni che interessano il nuovo mondo delle soluzioni e servizi digital, quali diventano oggi le priorità per chi gestisce la sicurezza?

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Con il cloud cresce la preoccupazione per la Data Protection

Con il cloud cresce la preoccupazione per la Data Protection

Se qualcuno pensava che con un utilizzo sempre più diffuso di servizi cloud sarebbe diminuita la preoccupazione predominante sulla loro sicurezza e sulla Data Protection, si sbagliava. È pur vero che le aziende spostano sempre di più i propri workload in cloud, per sfruttare i vantaggi esclusivi del nuovo modello di IT-as-a-service in termini di perfomance, scalabilità e costi ridotti. Il problema di una maggiore esposizione a rischi IT vecchi e nuovi però permane.

Un blackout nel datacenter Microsoft in Texas blocca i servizi cloud in molti Paesi

Un esempio di quello che può subire un’organizzazione è quanto avvenuto a inizio settembre, quando a causa di problemi tecnici in un datacenter Microsoft vicino a San Antonio, in Texas, lo shutdown di una serie di server e sistemi di networking ha avuto impatto diretto sull’interruzione del servizio cloud di Microsoft Azure per molti clienti e, a cascata, una serie di disservizi anche per clienti Office365.

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