Dall’AI alle identità macchina, passando per Zero Trust e continuità operativa: la governance della sicurezza entra in una nuova fase, dove il perimetro si dissolve e il trust va ripensato dalle fondamenta. La crescente adozione dell’intelligenza artificiale, l’esplosione delle identità non umane e la convergenza tra mondo digitale e fisico stanno ridefinendo profondamente il concetto di sicurezza. È in questo scenario che si è sviluppata la Roundtable “Governare l’AI, gestire identità utenti e macchine, garantire continuità e preservare il trust”, del CISO LEADERS SUMMIT dello scorso 26 e 27 marzo a Baveno, evento che ha riunito CISO, CIO ed esperti della cybersecurity per mettere a confronto esperienze e visioni. Come ha esordito Giancarlo Calzetta, Research e Content Manager di TIG, un punto emerge con chiarezza: non si tratta più solo di difendere sistemi, ma di governare ecosistemi complessi, dove dati, identità e automazione sono il vero perimetro da proteggere.
“La IA associata alla cybersecurity è sorprendentemente efficace e rivoluzionaria – quasi come se avesse studiato per questo!”, ho affermato con un misto di serietà e un pizzico di ironia durante l’evento TIG, sottolineando non solo il mio entusiasmo ma anche la profonda convinzione nell’efficacia dell’intelligenza artificiale come strumento rivoluzionario nel campo della sicurezza informatica. Nel mio ruolo di co-fondatore di CISOs4AI e Senior Cyber Security Manager in Maire ho avuto il privilegio di navigare al fronte delle innovazioni in questo settore, osservando da vicino come l’IA non sia solo un’aggiunta luccicante al vasto arsenale di strumenti di sicurezza, ma un vero game changer che sta ridisegnando le strategie di difesa.