Sicurezza per l’Auto Connessa

Sicurezza dell’auto connessa: l’industria automobilistica in affanno

Sicurezza dell’auto connessa: l’industria automobilistica in affanno

Un gruppo di ricercatori ha individuato una vulnerabilità software che, se sfruttata dagli hacker, potrebbe consentire di prendere il controllo da remoto di un popolare monopattino elettrico, il Mi Scooter (m365) di Xiaomi. Eventuali aggressori potrebbero attivare un freno o accelerare un mezzo, mettendo così a rischio la salute del guidatore. Si tratta dell’ennesimo caso di “insicurezza cibernetica” applicata al mondo della mobilità smart, un tema di cui sentiremo sempre più parlare in futuro.

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Automotive Cybersecurity: lo stato dell’arte

Automotive Cybersecurity: lo stato dell’arte

In futuro tutte le auto saranno dotate di connettività Internet. In Europa questo avverrà presto: il sistema di chiamata automatica di emergenza eCall sarà obbligatorio su tutte le nuove auto dal 31 marzo 2018. In caso di incidente dovrà chiamare automaticamente il numero unico di emergenza europeo 112, inviando i dati sul veicolo e sulla posizione esatta. L’obbligo, deciso per le auto private e i veicoli commerciali leggeri, potrebbe anche essere esteso ai mezzi pesanti, pullman turistici compresi. Nelle intenzioni del legislatore, la eCall dovrebbe essere ‘dormiente’ e si attiverebbe solo quando i sensori dell’auto rilevano un incidente o quando l’automobilista l’aziona manualmente. Niente tracciamento dei veicoli, quindi, ma non è difficile immaginare le possibilità commerciali e di marketing date dal sapere dove si trova ogni singolo cliente, e secondo le norme europee, la eCall potrà tranquillamente convivere con servizi di terze parti.

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