Molte aziende pensano che portando i dati e i workload nel cloud, non dovranno più occuparsi della loro sicurezza. Questo atteggiamento è sbagliato, perché il problema di una forte esposizione a rischi IT vecchi e nuovi permane.
Se qualcuno pensava che con un utilizzo sempre più diffuso di servizi cloud sarebbe diminuita la preoccupazione predominante sulla loro sicurezza e sulla Data Protection, si sbagliava. È pur vero che le aziende spostano sempre di più i propri workload in cloud, per sfruttare i vantaggi esclusivi del nuovo modello di IT-as-a-service in termini di perfomance, scalabilità e costi ridotti. Il problema di una maggiore esposizione a rischi IT vecchi e nuovi però permane.
Un esempio di quello che può subire un’organizzazione è quanto avvenuto a inizio settembre, quando a causa di problemi tecnici in un datacenter Microsoft vicino a San Antonio, in Texas, lo shutdown di una serie di server e sistemi di networking ha avuto impatto diretto sull’interruzione del servizio cloud di Microsoft Azure per molti clienti e, a cascata, una serie di disservizi anche per clienti Office365.
La rapida transizione a infrastrutture software defined, la virtualizzazione, il passaggio ai servizi cloud, impongono oggi ai Responsabili della Cybersecurity aziendale una revisione dell’approccio della propria organizzazione alla sicurezza dei processi, dei dati, delle applicazioni. Quali sono le scelte prioritarie da considerare? Ne parliamo in questa intervista con Riccardo Barrile, Responsabile Cyber Security del Gruppo Ferrovie dello Stato.
TIG. Quali sono oggi le priorità e le contromisure per mettere in sicurezza le infrastrutture in trasformazioni?
Le infrastrutture di Data center stanno evolvendo verso modelli Software-Defined, di Hybrid cloud, Multi cloud, Converged infrastructure. Nel contempo le minacce cyber diventano sempre più avanzate, difficili da rilevare, come nel caso degli attacchi APT, del Fileless malware, del ransomware che si diffonde sfruttando vulnerabilità nei sistemi operativi e nelle reti. Gli ambienti IT distribuiti, a più livelli, eterogenei di oggi presentano quindi numerose complessità e sfide per quanto riguarda la sicurezza, la capacità di monitoraggio e detection, di difesa preventiva e di risposta immediata in caso di compromissione in corso. Data la rilevanza del tema, ne parliamo in questa intervista con David Cecchi, Responsabile Settore Sicurezza Informatica presso Consorzio Operativo Gruppo Montepaschi.
(In questo articolo uscito originariamente sul canale Cyber Security di StartupItalia!, Alessia Valentini mette a confronto gli ultimi report sulle minacce cyber, tra cui anche la Cyber Risk Management 2018 Survey di The Innovation Group che sarà presentata al prossimo Cybersecurity Summit 2018, il 31 maggio a Milano).
Tra le minacce informatiche più gravi dei prossimi anni, oltre alla proliferazione di destructive worms, come abbiamo vissuto nel 2017 WannaCry e NotPetya (che sfruttavano l’exploit sottratto all’NSA EternalBlue rivolto ai servizi file sharing SMB Windows), le aziende dovranno fare attenzione alle azioni cyber che prendono di mira la loro Supply Chain.
Riportiamo l’Articolo di Alessia Valentini uscito il 20 Aprile sul canale Cyber Security del portale StartupItalia! con i temi chiave emersi nel corso del Cybersecurity Summit 2018, lo scorso 21 marzo a Roma, e con l’intervista a Roberto Masiero, Presidente di The Innovation Group.
Le sfide della cybersecurity spaziano dalle minacce incombenti alle difese realmente efficaci, dagli obblighi di compliance, alla necessaria formazione. Dimenticare l’approccio “one-man band” in favore della collaborazione di team e coalizioni e della condivisione di informazioni.
Oggi solo una minoranza di aziende si è dotata di una figura con responsabilità specifica sulla sicurezza ICT, ma in prospettiva queste figure saranno sempre più richieste, via via che la tematica sarà considerata sempre più strategica e fondamentale per il business. Guardando alle best practices internazionali, si osserva che al CISO viene riconosciuto sempre più spesso un ruolo da executive di livello elevato, che guida team cross funzionali e che risponde costantemente su quale è in ogni circostanza l’esposizione dell’azienda ai rischi cyber. In molte grandi organizzazioni, il ruolo di questo Executive è quello di collaborare strettamente con la corporate governance, assicurando una crescita costante del business e garantendo che il rischio da lui presidiato sia gestito entro limiti di “risk appetite” accettabile.