Interviste a esperti

L’importanza della velocità nella risposta al cyber crime

L’importanza della velocità nella risposta al cyber crime

Il 2018 è risultato essere un anno significativamente diverso rispetto al precedente con riferimento allo scenario del cyber crime. È positivo che non si siano ripetuti alcuni eventi di alto profilo osservati nel 2017, come WannaCry e NotPetya, ma nell’ultimo anno l’attenzione mediatica è stata catturata dalle accuse emesse dal Dipartimento di Giustizia americano (DoJ) nei confronti di individui riconducibili a gruppi di hacker state-sponsored. Quali sono le nuove tattiche, tecniche e procedure degli hacker emerse nell’ultimo anno? ne parliamo in questa intervista a Gian Marco Pizzuti, Regional Manager Italy, Greece, Malta & Cyprus di CrowdStrike.

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Human-centric cybersecurity, identificare i rischi legati al comportamento umano

Human-centric cybersecurity, identificare i rischi legati al comportamento umano

Tra l’80% e il 90% degli attacchi hanno successo per colpa di errori umani. In un mondo digitale sempre più difficile da controllare, caratterizzato dai trend della trasformazione digitale (Cloud, Mobile, IoT) e dall’enorme dispersione di ambienti e dati da proteggere, l’unica vera costante è che la maggiore vulnerabilità risiede nel punto in cui persone e dati si incontrano. Come risolvere il tema delle debolezze collegate al fattore umano, disegnando un Human-Centric Cybersecurity? ne parliamo in questa intervista con Luca Livrieri, Sales Engineer Manager Italy and Iberia, Office of the CSO, Forcepoint.

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Trasformazione digitale e nuovo approccio alla Cybersecurity

Trasformazione digitale e nuovo approccio alla Cybersecurity

Per tenere il passo con una competizione sempre più agguerrita, le aziende si stanno impegnando in cammini di trasformazione digitale senza sufficienti precauzioni di cybersecurity. Pensiamo alla migrazione al cloud: le aziende portano risorse e dati in cloud, per avvantaggiarsi della maggiore dinamicità e agilità di questi ambienti, troppo spesso con budget limitati e senza troppa attenzione agli aspetti di compliance. La trasformazione dell’infrastruttura richiederebbe invece un ridisegno della sicurezza, una parte che non può essere trascurata o rimandata. Affrontiamo questi temi con Stefano Volpi, Country Manager Italy di Symantec.

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Come rispondere al rischio di una crescente Information Warfare

Come rispondere al rischio di una crescente Information Warfare

Negli ultimi anni, l’Information Warfare ha subito un continuo incremento: molti governi hanno imparato come manipolare l’opinione pubblica in Stati avversari, come lanciare attacchi ad infrastrutture critiche e ottenere violazioni molto mirate seguite da data breach massivi. Come ci spiega in questa intervista Giovanni Rizzo, Strategic Account Manager di FireEye, ci si aspetta che questi “metodi di guerra digitale” proseguiranno con maggiore intensità: le organizzazioni dovrebbero quindi implementare programmi di cyber threat intelligence per ottenere indicazioni strategiche e capire meglio quali circostanze potrebbero favorire attacchi cibernetici in grado di danneggiarne le attività e la reputazione.

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Le priorità 2019 per la Cybersecurity

Le priorità 2019 per la Cybersecurity

Nonostante le aziende siano sempre più attente e preparate in tema di gestione dei rischi cyber, i Responsabili della Sicurezza ICT devono confrontarsi con uno scenario ogni anno più complesso. Quali priorità assegnare oggi alle scelte strategiche per la protezione del business e degli asset critici? ne parliamo in questa intervista con Fabio Ugoste, Information Security Officer di Intesa Sanpaolo.
TIG. Facciamo il punto su quelle che potrebbero essere, nel corso del 2019, le sfide principali in tema di cyber risk management. Secondo Lei cosa le aziende italiane dovrebbero mettere a piano per contrastare questi rischi? Quali sono oggi azioni prioritarie su cui focalizzare gli sforzi?

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Cyber Risk Management e Direttiva NIS, cosa cambia nel 2019

Cyber Risk Management e Direttiva NIS, cosa cambia nel 2019

Il tema della cybersecurity rimane anche nel 2019 ai primi posti della lista dei rischi che le aziende di tutti i settori considerano in modo prioritario. Affrontiamo questi temi con Stefano Scoccianti, Enterprise Risk Manager di Gruppo Hera. 

TIG. Guardando alla vostra organizzazione e in modo più ampio alle problematiche che attraversano l’intero settore, quali saranno le principali sfide di quest’anno?

Stefano Scoccianti. Abbiamo a piano per quest’anno diverse attività strettamente correlate alla cybersecurity, e all’accrescimento della resilienza aziendale alle minacce che si intensificano per frequenza e pervasività, che vedono coinvolti i vari team specialistici che svolgono attività di risk control e risk management, vista la natura trasversale e multidisciplinare di tali rischi.

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Le priorità del 2019 per il Responsabile della Cybersecurity

Le priorità del 2019 per il Responsabile della Cybersecurity

Lo scenario relativo all’evoluzione dei rischi cyber continua a mostrare un’elevata complessità, che si ripercuote sui temi di gestione di queste criticità, e richiede un costante ripensamento delle politiche di Cyber Risk Management nelle grandi organizzazioni italiane. Ne parliamo con Marco Tulliani, Head of IT Risk Management and Cybersecurity/CISO di BNL Gruppo BNP Paribas, che su questi temi interverrà nel corso del Cybersecurity Summit 2019 di The Innovation Group, il prossimo 19 marzo 2019 a Roma.

TIG. Quale saranno le priorità nel 2019 per i Responsabili della Cybersecurity?

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Evoluzione del CERT per una risposta efficace alle minacce cyber

Evoluzione del CERT per una risposta efficace alle minacce cyber

TIG. In Italia sono appena stati rivisti gli obiettivi del CERT Nazionale, che, in rispondenza ai dettami della Direttiva NIS, dovrà occuparsi di “monitoraggio, gestione e analisi dinamica degli incidenti cibernetici, e per la diffusione di allerta e divulgazione di informazioni”, con riferimento chiaramente alle infrastrutture degli 8 settori strategici con operatori di servizi essenziali (OSE): energia, trasporti, bancario, infrastrutture dei mercati finanziari, sanitario, fornitura e distribuzione di acqua potabile e infrastrutture digitali. Dal suo punto di vista, quali sono oggi i compiti di un moderno CERT (Computer Emergency Response Team), o CSIRT (Computer Security Incident Response Team) di una grande organizzazione?

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Il valore della Discovery nel contenere gli attacchi cyber

Il valore della Discovery nel contenere gli attacchi cyber

Le statistiche ci dicono che il tempo medio di discovery di una violazione di dati aziendali era di 201 giorni nel 2016 e nel 2017 è migliorato di poco: 197 giorni. Questo significa che le organizzazioni impiegano in media 6 mesi per accorgersi di una fuga di informazioni dai propri sistemi. Una maggiore rapidità nell’identificare il data breach permettere invece sia di contenere l’incidente sia di ridurre i danni. Oggi l’obiettivo di una soluzione di discovery è quello di portare idealmente a qualche ora il tempo di rilevazione di questi fenomeni: come realizzarla è oggetto di questa intervista con Matteo Herin, RSO di Leroy Merlin.

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Ripensare il disegno della resilienza per i servizi critici

Ripensare il disegno della resilienza per i servizi critici

La trasformazione digitale comporta un ripensamento del modello architetturale e uno spostamento di ambienti verso datacenter esterni e cloud: il cambiamento porta però in evidenza nuove criticità sul fronte della sicurezza, che vanno affrontate e risolte tenendo conto di un contesto nuovo e di requisiti diversi. Ne parliamo in questa intervista con Angelo D’Andrea, Responsabile ICT Architecture, Security e Systems Management di SEA.

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