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PSD2, pagamenti, Open Banking e cybersecurity

PSD2, pagamenti, Open Banking e cybersecurity

Con il rientro dalle ferie, ecco in arrivo per tutti più elevati standard di sicurezza legati alla PSD2. In particolare, è il momento dell’autenticazione forte del cliente, obbligatoria per tutti quegli istituti di credito che finora ne avevano fatto a meno. La direttiva europea Payments Service Directive 2 (PSD2) è in vigore dal 13 gennaio 2018, ma è solo da settembre di quest’anno che tutte le organizzazioni, sia del mondo finanziario sia dei sistemi di pagamento (quindi anche uffici postali, Fintech, telco, ecc.) dovranno adottare le norme tecniche fissate dall’EBA, ossia le RTS (Regulatory Technical Standards). E tra queste appunto l’autenticazione a due fattori per migliorare la sicurezza delle transazioni.

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Il 34% delle vulnerabilità del software non ha patch

Il 34% delle vulnerabilità del software non ha patch

Secondo una recente indagine condotta da Risk Based Security, il numero delle nuove vulnerabilità del software identificate nella prima metà del 2019 mostra una numerosità comparabile a quella del 2018. La società, che tiene sotto osservazione da anni lo stato delle vulnerabilità riconosciute e documentate in VulnDB, ha individuato (come descritto nel report 2019 Mid-Year QuickView Vulnerability Report), alcuni trend importanti, riportando per la prima parte del 2019 ulteriori 11.092 nuovi bug.

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Puntare sull’intelligenza artificiale per la cybersecurity

Puntare sull’intelligenza artificiale per la cybersecurity

Più ci si avventura nel mondo digitale, più emerge con forza il ruolo dell’AI (artificial intelligence) nell’incrementare la produttività e ampliare le esperienze d’uso. Oggi, anche la difesa dal cyber crime sta sperimentando le potenzialità dell’AI: per capire a fondo come sta evolvendo l’adozione di queste metodologie e tecniche nella cybersecurity, il Capgemini Research Institute ha svolto negli ultimi mesi una ricerca (“Reinventing Cybersecurity with Artificial Intelligence”) coinvolgendo 850 Senior Executive dell’area ICT security, Cybersecurity e IT Operations, in 7 settori e oltre 10 paesi. Sono stati analizzati 20 diversi casi di utilizzo dell’AI nella cybersecurity, considerando tutti gli ambiti: dall’IT, all’OT all’IoT.

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Amazon: le registrazioni Alexa sono conservate sempre

Amazon: le registrazioni Alexa sono conservate sempre

Amazon ha venduto oltre un centinaio di milioni di smart assistant, e solo negli USA si stima che 50 milioni di persone fanno uso di questi device, per ascoltare musica, giocare, parlare, controllare i sistemi smart domestici come illuminazione, tv, radio, aria condizionata. Il mercato, che vede la presenza anche di Google (con gli assistant Home e Home Mini) e Apple (Home Pod), è però largamente dominato da Amazon, con i sistemi Echo e Echo Dot. Quello che però sta emergendo sempre di più, è una scarsa attenzione di Amazon alla privacy e alla sicurezza delle informazioni dei clienti: qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi se è il caso di tenere in casa un sistema che registra, trasmette e mantiene in memoria (nel cloud) tutto quello che ascolta.

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Attacco hacker ai droni a Torino

Attacco hacker ai droni a Torino

Si è trattato di un attacco hacker in piena regola: intorno alle ore 22 di venerdì 12 luglio, durante la semifinale della “Drone Race” ai Murazzi di Torino (una sorta di Champions League di questo sport, con vere e proprie gare di velocità e acrobazie) i piloti hanno perso il controllo dei propri veivoli. Nel frattempo, sui monitor è apparsa la scritta “I droni uccidono smetti subito”, per almeno 15 minuti,  prima che gli organizzatori riuscissero a riprendere il controllo.

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Ryuk, la storia del ransomware che chiede milioni di euro

Ryuk, la storia del ransomware che chiede milioni di euro

L’attacco riconducibile al ransomware Ryuk alla Bonfiglioli Riduttori, avvenuto tra l’11 e il 13 giugno scorso, con una richiesta di riscatto per 340 Bitcoin (pari a 2,4 milioni di euro, una cifra molto alta che però non è stata pagata), come noto ha avuto impatti importanti: l’arresto delle attività in vari stabilimenti (a Forlì la produzione si è fermata per un giorno intero), oltre alla necessità di intervenire con un’ampia task force per disinnescare il malware e sanificare l’azienda, e infine, nuovi investimenti in misure e servizi di sicurezza cyber.

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