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Malicious Cryptomining nella Top Ten degli attacchi

Malicious Cryptomining nella Top Ten degli attacchi

Negli ultimi mesi non si è parlato di altro. Una volta gli hacker utilizzavano i bitcoin per chiedere riscatti: ora invece, grazie anche alla crescita del valore di queste valute digitali, hanno scoperto un nuovo modo per fare molti più soldi. È il classico esempio di come l’hacking evolve ibridando tecniche diverse, riprese e adattate da ambiti contigui. Il sistema del Cryptocurrency mining malware, o cryptojacking, o Malicious cryptomining, sfrutta il fatto che utenti inconsapevoli, passando su siti web compromessi, senza rendersene conto scaricano malware che trasforma i propri browser in Miner di cryptovalute. Il motivo per cui l’attacco ha così tanto successo è spiegato dal fatto che  le persone o i computer (secondo alcuni sarebbero i server il target ideale per il cryptojacking) che contribuiscono a generare questi profitti possono arrivare ad essere milioni. Secondo Kaspersky, almeno 2,7 milioni di persone sarebbero stati vittime di questi attacchi nel 2017, ma altre stime più recenti fanno supporre molto di più.

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L’Economia del Ransomware spiegata

L’Economia del Ransomware spiegata

Il 2017 è stato l’anno del ransomware: anche se i “virus del riscatto” esistono oramai da 30 anni, è stato quest’anno che, con gli episodi a fine maggio e fine giugno di WannaCry e NotPetya, è stata dimostrata la capacità del ransomware di diffondersi rapidamente e diventare una minaccia globale. Vulnerabilità note sono state sfruttate dagli attaccanti in modalità nuove, e questo apre molte preoccupazioni per il futuro.

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